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Documenti segreti palestines irivelato il ruolo dell’Autorità Palestinese

24/02/2011

La più grande collezione di documenti confidenziali nella storia del conflitto israelo-palestinese rivela il ruolo svolto dalla dirigenza palestinese nel cosiddetto processo di pace, aprendo una profonda crisi nel governo palestinese.

Domenica scorsa, il 243 gennaio, la rete televisiva araba Al Jazeera ha pubblicato una serie di documenti riservati, con una registrazione sistematica del processo di pace israelo-palestinese di oltre un decennio. Sono la riproduzione di quasi 1.700 documenti, contenenti informazioni dettagliate sui negoziati di rappresentanti ad alto livello degli Stati Uniti, di Israele e rappresentanti dell’Autorità palestinese e includono e-mail, appunti, mappe, verbali di riunioni a porte chiuse, trascrizioni delle riunioni, prese di posizione e presentazioni in PowerPoint per un periodo che va dal 1999 fino al 2010, che documentano lo stato dei negoziati che molti considerano come ’morti’. Le carte sono anche una dimostrazione del carattere reazionario del processo di pace che conduce solo a liquidare le aspirazioni democratiche nazionali del popolo palestinese.
I documenti o ’le carte palestinesi’ autenticate da varie fonti diplomatiche e di sicurezza e di partecipanti alla riunione, hanno confermato i sospetti sollevati dalla Conferenza di Annapolis, sponsorizzata da George W.Bush, sulle rinuncia dei rappresentanti palestinesi al diritto al ritorno per i profughi palestinesi, l’accettazione che gli insediamenti israeliani nella zona occupata di Gerusalemme diventino parte dello Stato di Israele, vicino al quartiere ebraico e la Città Vecchia, il controllo del Monte del Tempio e del Muro del Pianto.

Oltre al livello delle concessioni segrete offerte dai negoziatori palestinesi - come il diritto al ritorno e il livello di cooperazione tra le forze di sicurezza israeliane e l’Autorità palestinese - i bisogni più urgenti del popolo palestinese - le rivelazioni mettono in luce il ruolo centrale dei servizi segreti britannici nell’elaborazione di un piano segreto per schiacciare Hamas nei territori palestinesi, che prevede l’uso della tortura e la detenzione senza processo, come pure l’elevato livello di cooperazione tra clandestini l’Autorità palestinese e l’esercito e i servizi di sicurezza di Israele.
L’annessione degli insediamenti di Gerusalemme Est sono una questione nevralgica che aveva già fatto fallire il negoziato di Camp David nel 2000 e, secondo informazioni ufficiose, l’annessione proposta è stata presentata nel 2008-2009 dal capo negoziatore palestinese Saeb Erekat, dopo la conferenza di Annapolis e concessa a Israele "la parte più grande di Gerusalemme nella storia." Accordo anche sul diritto al ritorno offerto solo a 5.000 degli oltre 4 milioni di profughi palestinesi. Eppure il leader israeliano sostenuto dagli Stati Uniti ha ritenuto che la proposta fosse "inadeguata" e non soddisfacesse le loro richieste in quanto non includeva i più grandi insediamenti nella zona di Har Homa e altri in Cisgiordania (West Bank).

La cosa più significativa, tuttavia, è il ruolo capitolardo dei negoziatori palestinesi, tra cui Erekat, che ha denunciato L’Unione Europea per non fare abbastanza per bloccare il tunnel che dall’Egitto va alla Striscia di Gaza, usato per le spedizioni di aiuto.Erekat ha anche ammesso di aver sottovalutato il controllo di Hamas nella regione da loro controllata e ha chiesto all’Unione Europea di ’impegnarsi di piu’ per impedire il contrabbando di armi e i rifornimenti.Tra i colloqui segreti rivelati, c’è l’esplicita richiesta del ministro della Difesa di Israele, come ritorsione, che il governo palestinese si occupi di assassinare i militanti di Hamas.
Anche se Erekat ha dichiarato dichiarare che si tratta di "di fabbricazioni, di bugie e mezze verità " e "diffamazioni", promosse contro i leader palestinesi non può evitare l’indebolimento dell’Autorità palestinese e il colpo politico che rappresenta la perdita di credibilità nei confronti dei rivali Hamas.
Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, è stato completamente screditato dalle rivelazioni che mettono in discussione le loro speranze di tenere aperto il processo di pace fino al settembre 2011, data in cui secondo Barak Obama la Palestina dovrebbe diventare uno stato indipendente.

I documenti pubblicati mettono in risalto il ruolo capitolardo della dirigenza palestinese, espressione del vecchio nazionalismo borghese, e dimostra il suo fallimento totale e il suo carattere filo-imperialista, convertitasi totalmente in attrice servile e lacchè dell’imperialismo in aperto tradimento con le aspirazioni popolo palestinese democratico.
Per i quasi 4 milioni di palestinesi che vivono in condizioni terribili nei campi profughi - sia all’interno dei territori occupati che fuori di essi - le rivelazioni non sono state una sorpresa. Nella zona della Striscia di Gaza, dove, a causa del blocco, non c’è accesso all’acqua potabile, alle medicine e ad altri beni essenziali, queste notizie sono state vissute con un misto di rabbia, sfiducia e incertezza per il futuro.

La pubblicazione dei documenti rivela il carattere reazionario delle trattative svolte finora e dimostra che la lotta palestinese per la conquista delle aspirazioni democratiche non possono essere lasciate in mano a una direzione condiscendente e asservita alla politica imperialista dello Stato d’Israele, appoggiato dall’Unione Europea.

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